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Editoriali

Love the game! Forever!

Nel 1992 usciva in Inghilterra Fever Pitch (Febbre a 90′ nella traduzione italiana), romanzo autobiografico dello scrittore britannico Nick Hornby. Il video qui sopra è un estratto dalla trasposizione cinematografica del 1997 di David Evans con Colin Firth.

Fever Pitch non è stato solo un incredibile e insperato successo editoriale (più di un milione di copie vendute solo in UK), ha più in generale legittimato la letteratura calcistica in ambienti che con snobismo ritenevano lo sport più popolare al mondo una cosa appunto… “Da popolo”. La critica letteraria di tutto il mondo si fermò a riflettere su quello che da sempre in Europa era stato visto solo come uno sport, scoprendo che invece un gioco così amato e così legato alle vite quotidiane di tutti noi era sicuramente qualcosa di più.

Il calcio è un gioco che ci fa abbracciare, e non è una cosa così scontata in una società che si regge sulla competizione, ovvero sull’annientamento del più inadatto a sopravvivere.
Il calcio ci fa abbracciare e… Addirittura ci fa abbracciare CON DEGLI SCONOSCIUTI! Perché tali sono i nostri compagni di tifo, finché magari non decidiamo di berci una birra insieme al termine della partita.

Il calcio è un gioco basato sulla bellezza e sul valore, i giocatori più amati sono coloro che come artisti creano giocate che appaiono sul manto verde inaspettate, come magie. Allo stesso modo i beniamini dei tifosi di calcio sono anche coloro che “danno tutto per la maglia”, ovvero sono esempi di appartenenza, tenacia, generosità.

Il calcio è un gioco che ci accompagna per tutta la nostra vita, fin da quando appena coscienti di noi stessi decidiamo di tifare per una o l’altra squadra, attratti dalla tradizione di famiglia o da chissà quale incredibile mistero. Crescendo sviluppiamo abitudini intorno al calcio che non ci lasceranno mai, come la domenica allo stadio o sul divano, in compagnia degli amici di sempre.

Il calcio è un gioco che fa sognare tutti, dal bambino brasiliano che vive di solo pane di ceci al bambino italiano dipendente dal pane e Nutella. Entrambi sognano di divenire calciatori, e poi, se non ce la fanno, per tutta la vita sognano che la propria squadra vinca.

Il calcio è un gioco che è spesso metafora delle nostre vite.

Il calcio è un gioco che ci dà forza nei momenti difficili.

Il calcio è un gioco. E basta.
E ne abbiamo disperatamente bisogno.

Il Circolo ILEIC nasce da queste profonde consapevolezze, e ritiene che proprio nella letteratura calcistica si annidi la possibilità di riscoperta del calcio come contenitore di vita e bellezza. Il giornalismo sportivo, che ha accompagnato la narrazione del calcio fin dagli inizi dello scorso secolo, sembra invece aver intrapreso la strada facile e superficiale del sensazionalismo e dello scambio di favori. Non devono essere dimenticate le incredibili penne che hanno reso onore al bellissimo mestiere del giornalista sportivo (da Brera a Mura fino agli incredibili cronisti sudamericani, uno su tutti: l’indimenticabile Nelson Rodrigues, il più grande drammaturgo brasiliano di tutti i tempi), ma il giornalismo moderno non è forse più in grado di raccontare pienamente il nostro gioco preferito.

Love the game! Forever!