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M. L’orgia del potere, Pippo Russo (2016)

Edito da: Edizioni Clichy

PREMESSA
Pippo Russo oltre ad essere scrittore è docente universitario di sociologia, saggista e giornalista. Dopo aver pubblicato un romanzo a sfondo calcistico (“Nedo Ludi”), si è specializzato nel racconto “d’inchiesta”, per mezzo del quale cerca di far emergere verità per molti scomode sul calcio contemporaneo globale.
In questo libro c’è il racconto e una forte critica della scalata di Jorge Mendes, che da proprietario di locali notturni è riuscito a divenire il re dei procuratori mondiali, non senza perplessità sui metodi utilizzati.

PRO
Il libro è una miniera di informazioni per chi cerca di orientarsi in un calcio ormai sempre più lontano dall’essere un gioco. Leggere Pippo Russo fa male, ma è un male necessario se si ha la sensazione che qualcuno o qualcosa stia compromettendo seriamente uno sport bellissimo.
Ho apprezzato la dedizione con la quale l’autore è riuscito a ricostruire vicende molto complesse, che mischiano il calciomercato allo scambio di favori e ad una circolazione molto sospetta del denaro in tutta Europa, in particolare in Portogallo. Personalmente mi ha chiarito in parte ciò che spesso mi sono chiesto, ovvero come mai molti flop pagati profumatamente vengano da quella terra, e nelle pagine troverete anche nomi molto conosciuti da noi italiani, come Joao Mario e Kondogbia. Il fatto che questi calciatori non fossero nominalmente di Mendes ma fossero comunque in qualche modo “spostati” per mezzo della sua influenza, chiarisce il modus operandi di un “super-Agente”, e di come ciò sia in grado di falsare quotazioni e presunti valori tecnici.
Dulcis in fundo: nel libro troverete descrizioni di una stampa complice, o quantomeno fintamente ignara della piega che sta prendendo il calcio. Anche sotto questo aspetto l’opera di Pippo Russo è molto istruttiva.

CONTRO
Non ci sono veri contro, ma semmai delle precisazioni da fare. Questo libro non si legge tutto d’un fiato, non è uno di quei libri da portare sotto l’ombrellone (io l’ho fatto, ma consideratemi un caso perso). La materia di cui tratta l’autore è incredibilmente complessa e quindi bisogna prestare attenzione a ogni pagina, ogni nome e ogni cifra per registrare dettagli senza i quali si rischia di perdersi. La ricostruzione della scalata di Mendes è frammentata e quindi non troppo semplice da seguire, presumo per via dell’impossibilità per l’autore di trovare resoconti lineari della sua vita al di là di un’edulcorata autobiografia.

UN ESTRATTO
Ho scelto un passaggio del libro che tratta di Bebé, uno dei flop più misteriosi nella storia del Manchester United, chiaramente sotto la procura di Mendes.

Sono le settimane di preparazione alla stagione 2010-2011, e le cronache riferiscono che Bebé stia compiendo un buon precampionato col Vitòria Guimaraes. A giugno Goncalo Reis (agente di Bebé prima che glielo soffiasse Mendes, aggiunta del recensore) aveva provato a piazzarlo al PSV Eindhoven, e dai dirigenti del club olandese si era sentito rispondere che non sapevano chi fosse quel giocatore. E invece ad agosto Bebé viene ceduto per una cifra mostruosa: 9 milioni, il prezzo della clausola di rescissione da poco firmata. E ancor più sorprendente è che a prenderlo sia il Manchester United, lo stesso club cui sono approdati Cristiano Ronaldo e Nani. Il giocatore che era stato giudicato «sconosciuto» da una squadra di seconda fascia europea diventa pezzo da 9 milioni per uno dei club più forti al mondo? Si stenta a credere, eppure succede. Ad aggiungere elementi d’incomprensibilità alla vicenda c’è il fatto che Bebé viene preso dal Manchester United anche se non ha ancora disputato una partita ufficiale col Vitòria Guimaraes. E infine, c’è che Bebé cambia agente due giorni prima della conclusione del trasferimento in Inghilterra. […] Risulterà infatti che dei 9 milioni di euro pagati dal Manchester United, soltanto 5,4 (cioè il 60%) finiscono nelle casse del club vimarense. I restanti 3,6 milioni vanno a Jorge Mendes.

Questa recensione è stata pubblicata da Valerio D’Aroma nel gruppo facebook del Circolo ILEIC.

1 risposta su “M. L’orgia del potere, Pippo Russo (2016)”