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Premier League, Nicola Roggero (2019)

Edito da: Rizzoli, 336 pagine.

PREMESSA
La storia, splendidamente raccontata, della Premier League, dalla fondazione della Football League da parte di William MC Gregor nel 1888 fino ai giorni nostri, passando per Dixie Dean e l’Arsenal di Chapman, il Man Utd di Busby, Brian Clough, il Liverpool che dominò in Europa, il lungo dominio di Sir Alex Ferguson.

PRO
Il merito di aver inventato il calcio può venire superato da una sola cosa: saperne tramandare la tradizione e accettarne lo sviluppo. Ai Maestri inglesi dovremo sempre essere grati per tutto questo, così come grande deve essere la gratitudine per Nicola Roggero, che riesce a condensare con stile e ritmo giornalistico un secolo e mezzo di storia. Aneddoti , curiosità, squadre e campioni leggendari la fanno da padroni per gran parte del libro, ma l’autore non ignora nemmeno la fase oscura degli hooligans e la genesi della Premier League, tuttora il campionato più bello ed emozionante del mondo.

CONTRO
Pur nell’ambito di una narrazione avvincente e accurata, campeggia qualche refuso; un esempio per tutti il Gary Lineker premiato come miglior realizzatore a Italia 90 (vinse Schillaci: Lineker fu capocannoniere in Messico)

UN ESTRATTO
(che compito ingrato e difficile! Fra tante che avrebbero meritato la citazione, scegliamo l’epopea del Nottingham Forest)

Arriva il bis in Coppa Campioni, battuto in finale l’Amburgo con gol di John Robertson al Santiago Bernabeu di Madrid. Un risultato che fa del Nottingham Forest l’unico club con più Coppe dei Campioni che campionati.La squadra è rimasta sostanzialmente la stessa, compresa la capacità di sapersi arrangiare, come nei giorni degli allenamenti in un parco pubblico. Alla vigilia della finale di Madrid, Shilton decide di rifinire la preparazione, e siccome l’albergo non ha un campo da gioco, lui si piazza in una rotonda stradale con l’erba. Lì si mette a parare palloni in mezzo alle macchine che sfrecciano e ai clacson che suonano. Il miracolo di Clough è stato quello di trasformare calciatori medi in fuoriclasse. “Non avevo mai sentito nominare questo Mc Govern, eppure stasera ha dominato il centrocampo ” commenta il fuoriclasse tedesco Gunter Netzer dopo a semifinale di coppa contro il Colonia. Vincono anche la Supercoppa Europea battendo il Barcellona e all’uscita del Camp Nou trovano un centinaio di tifosi attorno al loro autobus. “Siamo nei guai” pensano i giocatori. E invece appena li vedono uscire con Clough tutti cominciano ad applaudire convinti. Il gioco con la palla tenuta sull’erba e non lanciata tra le nuvole aveva conquistato anche i catalani.Il modo di Clough di prendere sempre a spallate la vita ha fatto del Nottingham Forest un club amato dalla working class, non dai salotti buoni. Nel 1979 per il premio della squadra dell’anno la BBC sceglie la nazionale inglese di equitazione che ha vinto il titolo europeo. Con tutto il rispetto per cavalli e cavalieri , non c’è paragone con l’impresa di quelli in maglia rossa. E il Forest non è neppure tra le grandi squadre che fanno parte della Hall of Fame del Museo Nazionale inglese del calcio. Assurdo (…).Dalle parti della foresta di Sherwood potevano essere orgogliosi,come spiegò McGovern : “Siamo stati una cometa, che ha brillato per poco tempo ma di una luce fortissima. Grazie a noi, Nottingham non aveva più solo Robin Hood. Aveva anche Brian Clough e il Forest.”

Questa recensione è stata pubblicata da Gabriele Tassin nel gruppo facebook del Circolo ILEIC.

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