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Cartellino rosso, Ken Bensinger (2018)

Edito da: Newton Compton, 414 pagine.

PREMESSA
Succede tutto per caso: un’indagine sulle dichiarazioni dei redditi di alcuni dirigenti sportivi in orbita Fifa scoperchia un pentolone di corruzione di proporzioni ciclopiche. Ken Bensinger, giornalista investigativo vincitore di numerosi premi e finalista al Pulitzer, racconta tutti gli scandali che hanno portato alla caduta di Blatter e alla defenestrazione di tantissimi dirigenti arricchitisi truffaldinamente col calcio.

PRO
Scandali, spie, intrighi, corruzione, personaggi dalla morale dubbia. Manca solo qualche assassinio, e saremmo in un romanzo di Le Carrè. Bensinger ha svolto un lavoro certosino, non trascurando nemmeno il più piccolo e apparentemente insignificante particolare, condendo il suo resoconto con una prosa scorrevole e avvincente (la sua carriera, d’altronde, parla per lui). La mole di dati, cifre e nomi è impressionante, eppure la vicenda ti cattura e non ti molla più.

CONTRO
A differenza di quanto avviene nelle opere di Andrew Jennings, fustigatore del malcostume calcistico, qui l’autore tenta di mantenere una certa neutralità, purtroppo non riuscendovi. La netta condanna, che si può facilmente arguire, agli indifendibili protagonisti negativi del libro,come Havelange, Blatter, Warner, Blazer, Grondona, Teixeira, Marin, Gulati seppur comprensibile e condivisibile dovrebbe essere lasciata al giudizio del lettore.

UN ESTRATTO
(Il tentativo di Bin Hammam di comprare i voti delle federazioni caraibiche tramite delle tangenti, benedetto dall’ambiziosissimo Jack Warner, mostra quanto l’arroganza e il delirio di onnipotenza di quest’ultimo siano ormai ingovernabili persino dai suoi antichi sodali)

Dopo una colazione a buffet all’ Hyatt, la mattina dell’11 maggio, i delegati della CFU a Port of Spain si riunirono in quella che doveva essere una sessione di brainstorming sul futuro del calcio nei Caraibi.Invece i delegati ascoltarono una velenosa tirata di Warner, furioso perché Blatter aveva scoperto dei regali.”Quando Bin Hammam ha chiesto di venire ai Caraibi, voleva portare delle targhe d’argento, dei trofei di legno, delle bandierine e così via” – cominciò Warner nel suo forte patois.”Io gli ho detto che non c’era bisogno di alcunché: lui ha detto che allora voleva portare qualcosa per i Paesi che avesse lo stesso valore di quel dono. Io gli dissi : Se porta contanti, voglio che non li dia a nessuno. può consegnarli alla CFU , e la CFU li distribuirà ai suoi membri – continuò Warner – Non voglio che sembri, nemmeno lontanamente, che qualcuno la possa votare , per via di questi regali.“I delegati, in camicia e giacca sportiva, sedevano in un silenzio basito ascoltando il discorso. Warner disse che sarebbe stato felice di riprendere i soldi da chiunque non li volesse: che Blatter stesso aveva saputo dei regali: che pensava che Bin Hammam potesse proteggere gli interessi dei Caraibi a Zurigo: e che era di cruciale importanza che la CFU mantenesse il controllo della Concacaf votando come un blocco unito.So che ci sono persone qui che si ritengono moralmente superiori li fulminò Warner Se siete pii, andate in chiesa, amici miei, ma il fatto è che gli affari nostri sono affari nostri. Entriamo in questa stanza, imprechiamo e disapproviamo, urliamo e strepitiamo, ma quando ce ne andiamo i nostri affari sono affari nostri, e questa è la solidarietà.Fu solo alle due del pomeriggio che Warner chiamò il suo sempre più agitato segretario generale.La sua spiegazione rese Blazer più incredulo. I soldi veniva no da Bin Hammam che in origine voleva consegnarli a tutti i delegati.Invece Warner aveva detto al qatariota che era meglio distribuirli come una sorta di regalo da parte della CFU. in questa maniera, pensava Warner, avrebbe avuto lui tutto il merito e non sarebbe sembrato che Bin Hammam volesse comprare direttamente i voti.Blazer era furibondo.“In ventuno anni non abbiamo MAI comprato un voto” disse. “Abbiamo affrontato elezioni eabbiamo mantenuto incarichi per tutto questo tempo e non abbiamo mai comprato un voto. Ora hai permesso che questo succedesse e cambieranno tutte le dinamiche della confederazione.”Questo comportamento sconsiderato li metteva entrambi in pericolo. Ma Warner era sprezzante. Se qualcuno aveva un problema, disse, potevano contattarlo direttamente.

Questa recensione è stata pubblicata da Gabriele Tassin nel gruppo facebook del Circolo ILEIC.